Lunedì, 06 Maggio 2019 17:17

Souvenir da Parma: capitolo 3 - Gli Operatori del Sorriso

Scritto da Nicolò Bertolini

Anche i pagliacci salvano delle vite!

Un pagliaccio. Un clown. Chiamatelo come volete. Naso rosso. Giacca bianca piena di disegni. Una scarpa rossa e una blu. Un cappello che sembra quello di un mago. E rideva. Cavolo se rideva. E non solo, urlava cose insensate per il parcheggio delle ambulanze. Camminava saltellando su una gamba. Poi inciampò. Cadde e rise ancora. La porta del locale della sede di via Riva 2 si aprì come la porta di un circo. E ne uscirono altri due! "Che cosa ci fanno in Croce Rossa?" pensò Henry fissandoli a bocca aperta.
Non fece in tempo a finire il suo pensiero che l’uomo più alto lo guardò e disse:
“Veh! Siamo anche noi crocerossini. Dei crocerossini specialissimi. Noi le vite le salviamo con un sorriso.” E tutti e tre si misero a ridere. Una targhetta su quella che non potremmo certo definire una divisa recitava "Operatori del sorriso". Ed in un'altra "Gli Scalpitanti".
“E chi siete?” chiese Henry.
“Siamo i migliori” rispose il clown. Poi fece una faccia seria e con una voce di un solo tono disse “Quindici ragazzi tra i venti e i sessanta anni, provenienti da tutta l’Emilia Romagna, dopo un corso di parecchio tempo diventano operativi e imparano come gestire ogni singolo paziente. Imparano a fare compagnia a chi si sente solo, a far ridere un depresso ed a consolare un bambino malato. Poi si inventano un nome di fantasia e una storia tutta loro, si vestono, si truccano, si mettono un naso rosso e poi corrono. In tutta Parma e provincia. Corrono, corrono, corrono.” E tutti e tre i clown ripeterono la parola corrono.
Henry capì che non scherzavano. O meglio scherzavano sulla parola correre, ma la loro formazione era impeccabile. Il clown più anziano si tolse il naso, fece un sorriso e parlò proprio a Henry: “Giovanotto vuoi diventare un clown anche tu? Noi siamo aperti a tutti. Manteniamo basso il livello di stress alla gente e facciamo un sacco di esercitazioni per essere più preparati e sicuri che mai. Esercizi, ma ci segue anche una psicologa che ci aiuta a organizzare i nostri pensieri. Quando ci vedi poi torni a casa felice”. Henry era molto sorpreso. E rideva. Senza motivo gli era venuto da ridere.
“Dai ragazzi raccontatemi come soccorrete la gente” disse con un allegria inaspettata.
“Comincio io” disse un clown. Anzi una clown. “Andavamo in una casa di riposo. E c’era lei. Un'anziana molto depressa. Mi vide e fece uno sguardo schifato. Io provai a parlarle ma mi rifiutò. Io la puntai. E le feci qualche scherzo. Qualche battuta. Mi guardò male ma poi le scappò un sorriso. E la seconda volta che la vidi le scappò una anche una risata. Alla terza quando arrivai alzò l’orologio e disse tre parole: siete in ritardo. Ed io ero più contenta di lei per aver rotto il muro della tristezza”.
“Io invece ho fatto una vera e propria missione” disse il secondo clown “nel 2007 vi è stato un terremoto in Friuli. E io sono andato a far ridere coloro che avevano perso tutto. Buon umore compreso. Almeno quello io glielo ho ridato”.
Non aveva ancora finito di parlare che il terzo gli saltò sulla voce: “Dunque vinco io, io mi sono innamorato di una paziente in ospedale e l’ho fatta sognare. È passata dal pianto ad uno sguardo innamoratissimissimo. E voi non lo sapete ma lei mi sogna ancora. Qualche volta la sogno anche io”.
“Buffoniiiiii!” una quarta pagliaccia era comparsa da dietro la porta e parlava dentro un megafono. “La migliore sono io. Un bambino a cui feci compagnia tutto il giorno in pronto soccorso pediatrico ci rimase male quando lo dimisero, con me si divertiva troppo troppo troppo troppo troppo troppo…”
Henry sorrise. Li ammirava. In pochi minuti gli avevano fatto scomparire centinaia di pensieri negativi. Erano bravissimi. Poi si guardarono con intesa. Circondarono Henry e lo abbracciarono. Tutti assieme. E come erano arrivati sparirono. Salirono in macchina e sparirono proprio, ma Henry era felicissimo.
Sorrideva. E sorrideva sempre di più. Quando comparve di nuovo la sua guida, il volontario dalla divisa impeccabile. “Henry pronto a fare un volo?”

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